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Gay & Bisex

Il mistero Ep. 1


di Membro VIP di Annunci69.it Kimboy74
09.02.2026    |    1.649    |    0 9.3
"'Notte movimentata, eh?' disse ridendo, e io annuii, forzando un sorriso, mentre il fuoco si riaccendeva sotto la pelle..."
Una volta, il marito della migliore amica di mia moglie – un tipo robusto, con mani callose da pescatore e un sorriso sempre un po' troppo complice – mi invitò per una battuta di pesca in barca. Accettai senza pensarci troppo; era un modo per staccare dalla routine, solo noi due maschi sull'acqua, con il sole che picchiava e l'odore di salsedine che riempiva l'aria. Macchinammo tutto il giorno: lanciavamo le lenze, tiravamo su pesciolini insignificanti, bevevamo birre fredde che sudavano nelle custodie termiche. Ridevamo di stupidaggini, parlavamo di calcio e di come le nostre mogli ci facessero impazzire con i loro capricci. Ma verso il tardo pomeriggio, con il sole che calava all'orizzonte tingendo il mare di arancione, mi prese una sonnolenza improvvisa. 'Ehi, riposa un po',' mi disse lui, battendomi una pacca sulla spalla che mi fece quasi cadere dalla sedia. Mi sdraiai sul fondo della barca, il legno ruvido contro la schiena, e chiusi gli occhi. Il dondolio delle onde mi cullò, e tutto svanì.

Mi svegliai di soprassalto alla fine della serata, con la luna alta e le stelle che punteggiavano il cielo nero. La barca era ormeggiata al molo, e lui era lì, a sistemare le canne da pesca con movimenti lenti, come se non fosse successo niente. Io? Non ricordavo quasi nulla. La testa mi pulsava come se qualcuno l'avesse colpita con un remo, un dolore sordo che irradiava dalle tempie fin dietro gli occhi. E poi, c'era quel bruciore. Un fuoco intenso nel culo, come se mi avessero infilato qualcosa di rovente lì dentro. Mi contorsi sul sedile, cercando di alleviare la pressione, ma ogni spostamento peggiorava le cose. Pensai subito alle emorroidi – sì, doveva essere quello, magari il troppo sforzo a remare o la birra che mi aveva stappato lo stomaco. 'Tutto ok?' mi chiese lui, con quel ghigno obliquo, porgendomi una bottiglia d'acqua. Annuii, stringendo i denti, e guidammo a casa in silenzio. Dopo qualche giorno, il dolore svanì, e smisi di pensarci. O almeno, così credetti.

Qualche tempo dopo, andammo tutti e quattro a un concerto in una sala affollata, luci stroboscopiche e bassi che ti vibravano nelle ossa. Le ragazze erano euforiche, ballavano vicine vicine, mentre io e lui ci limitavamo a sorseggiare drink e a osservare la folla sudata. Finita la serata, tornammo a casa loro – un appartamento accogliente con vista sul fiume. 'Ragazze, prendete il letto matrimoniale,' propose lui, e loro non se lo fecero ripetere due volte. Ridacchiando, si infilarono sotto le lenzuola fresche, lasciando me e lui sul divano del soggiorno. Era stretto, quel divano, con i cuscini logori che odoravano di tabacco e sudore vecchio. Ci sdraiammo uno accanto all'altro, le spalle che si sfioravano, e spensi la luce. Il suo respiro era regolare, profondo, mentre io fissavo il soffitto al buio, sentendo il cuore battere un po' troppo forte per l'eccitazione residua del concerto.

La mattina dopo, mi svegliai confuso, con la bocca impastata e un mal di testa che mi martellava le tempie come un tamburo. Le ragazze erano già in cucina, a preparare il caffè, chiacchierando animate. Io mi alzai piano, le gambe pesanti, e andai in bagno a sciacquarmi la faccia. Presi un'aspirina dal flacone sul lavandino, ingoiandola con un sorso d'acqua tiepida. Ma mentre mi chinavo a lavarmi, sentii di nuovo quel bruciore. Intenso, insistente, come se il mio culo fosse stato sfregato da qualcosa di grezzo, di invadente. Mi appoggiai al lavandino, inspirando a fondo, cercando di capire. Cos'era? Un'altra emorroidite casuale? Eppure, stavolta era diverso – non solo dolore, ma una sensazione strana, umida, come se fosse rimasto un residuo appiccicoso lì dentro. Pensai che fosse strano, troppo strano per essere una coincidenza. Guardai il mio riflesso allo specchio: occhi arrossati, un velo di sudore sulla fronte. Lui entrò in bagno poco dopo, fresco come una rosa, e mi diede una pacca sul culo – proprio lì, dove bruciava di più. 'Notte movimentata, eh?' disse ridendo, e io annuii, forzando un sorriso, mentre il fuoco si riaccendeva sotto la pelle.

Quelle due esperienze mi lasciarono con un senso di disagio che non riuscivo a scrollarmi di dosso. Confusione, mal di testa, quel bruciore anale che pulsava come un segreto non detto. Ambiguo, sì, ma ogni volta che ci ripensavo, un brivido mi correva lungo la spina dorsale – non solo dolore, ma qualcosa di più profondo, di proibito. E lui? Sempre lì, con quel sorriso complice, come se sapesse esattamente cosa mi era successo mentre dormivo. Fine parte 1
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